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B-3 Affrontiamo il freddo

Molti giovanissimi non hanno la più pallida idea di cosa stia parlando mentre chi invece ha alle spalle più di qualche decade capisce al volo (mai termine più adatto) che impatto abbia avuto questo capospalla sulla moda, la storia e le tendenze nel corso del tempo entrando nei cuori di intere generazioni di giovani e meno giovani. Il B-3 è un capo di indumento, anche se definirlo in questo modo è molto riduttivo, mutuato, come spesso accade, dall’abbigliamento militare della prima e seconda guerra mondiale.

Le Origini

La giacca da volo modello B-3, è probabilmente l’equipaggiamento più inconfondibile nella storia ed è stata ispirata principalmente dalla giacca da volo britannica “Irvin”. Leslie Irvin, il creatore di questa uniforme da combattimento, ha progettato per la prima volta quella che oggi consideriamo la classica giacca da volo in montone durante i primi anni ’20 dello scorso secolo. Nel 1926 fondò una società di produzione in Inghilterra, e divenne il principale fornitore di giacche da volo per la Royal Air Force per quasi tutta la durata del conflitto mondiale. Tuttavia, la domanda durante i primi anni della guerra fu così grande che la società di Irvin venne costretta a ricorre a dei subappaltatori, il che spiega le lievi variazioni di design e colore che si possono vedere nelle prime giacche da volo Irvin nella produzione dell’epoca oggi custodite gelosamente nei musei o presso i vari collezionisti di abbigliamento militare d’epoca.

L’USAAF prese il classico design ‘Irvin’ e da esso sviluppò il modello B-3, che mise in produzione l’8 maggio 1934. La giacca ha subito una serie di modifiche alle specifiche nel corso degli anni, culminate nel modello semplificato della fine del 1943. Con il miglioramento della tecnologia aeronautica, le altitudini a cui operavano gli aerei aumentavano sensibilmente. La maggior parte dei bombardamenti pesanti in Europa, durante la seconda guerra mondiale, ha avuto luogo da altitudini di almeno 25.000 piedi, dove le temperature ambientali potevano raggiungere picchi importanti fino a 50 gradi Celsius negativi (58 Fahrenheit negativi).

Boeing B-17 Flying Fortress heavy bomber airplane nicknamed “Rosalie Ann II”

Le cabine di questi velivoli non erano isolate, quindi una giacca da volo calda e spessa era un pezzo essenziale dell’equipaggiamento di ogni membro della squadra. Il B-3 quindi diventerà la giacca da volo standard “Heavy Zone” per i successivi dieci anni. Durante l’autunno del 1942, gli Stati Uniti introdussero in Europa il B-17, un bombardiere strategico a lungo raggio meglio noto come Fortezza Volante.

Foto di Seamus Darragh da Pixabay

L’aereo si sarebbe rivelato determinante per vincere la guerra. Nel corso dei mesi successivi, con l’intensificarsi della campagna di bombardamenti sui cieli della Francia e poi della Germania, gli uomini che hanno pilotato le fortezze volanti hanno dimostrato il loro coraggio anche contro le terribili condizioni di volo che dovevano sopportare.

Poiché gli equipaggi alleati volavano in missioni della durata anche di 8-9 ore, era essenziale mantenere il calore corporeo nelle cabine fredde e non pressurizzate ad altitudini fino a 30.000 piedi.

Fu allora che la pelle di montone fece la sua fatidica apparizione e la giacca B-3 si guadagnò un posto nella storia dell’aviazione. Nessun materiale sintetico dell’epoca avrebbe potuto reggere a temperature così estreme per un periodo prolungato e consentire agli uomini dell’equipaggio di svolgere i loro compiti fondamentali in assoluta sicurezza senza comprometterne le performance.

WWII spitfire pilot’s uniform on mannequin displayed in the museum at the airshow

Un B-3 è per sempre

Io l’ho scelto da moltissimi anni come compagno fidato per le mie uscite invernali quando il clima diventa estremamente rigido e non vi sono all’orizzonte precipitazioni atmosferiche (non è assolutamente l’indumento adatto per affrontare la pioggia) e non mi ha mai tradito tenendomi al caldo anche quando il vento gelido diviene tagliente. Il mio è uno Chevignon prodotto negli anni 80 quando il B-3, insieme al Monclear, venne eletto simbolicamente come capo di abbigliamento dalla giovane e compianta generazione di paninari e nonostante i suoi 35 anni ed una piccola riparazione non dimostra il minimo segno di cedimento ma anzi continua a svolgere il compito per il quale è stato concepito: proteggere dal freddo estremo garantendo il più assoluto comfort in tutte le situazioni con quel suo innato ed intramontabile stile vintage.

Chevignon B-3 flight jacket

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